La classica argomentazione del pensiero positivo è che tutto è giusto, tutto va bene e ne siamo felici. Il pensiero positivo dice che se ci concentriamo abbastanza, e ci focaliziamo abbastanza, ricchezze e felicità ci pioveranno dal cielo.

La classica argomentazione contro il pensiero positivo è che bisogna essere realisti: il mondo va in un certo modo e non ci si può fare molto, si deve lavorare duro per avere qualcosa, e comunque è difficile.

Il paladino del pensiero positivo non vede ostacoli sulla sua strada ,che ci siano oppure no.
Il realista invece questi ostacoli li vede.
Che ci siano oppure no.

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Una certa idea del pensiero positivo è effettivamente intrisa di pensiero magico. In pratica il talebano del pensiero positivo ignora la situazione, ignora le possibilità ed inventa un mondo irreale.
Ma anche il “realista ad oltranza” non è da meno. Si fissa sulla situazione esterna, vede solo le difficoltà e cancella le possibilità. Non contento ingigantisce a livelli ciclopici l’influenza esterna sulla sua vita.

Entrambe queste categorie sono reattive. Reagiscono alla realtà esterna, i primi si rifugiano in un mondo irreale, i secondi si lamentano per quello che sembra mancare.

Ma c’è una terza categoria di persone, o meglio una terza via di azione, che potremmo chiamare Realismo Positivo, che ha un approccio ben diverso, un approccio proattivo.

Realismo Positivo. La Proattività al lavoro.

Il realista positivo tiene conto della situazione e si muove, con il suo potere personale, alla ricerca di ciò che può fare per raggiungere il suo obiettivo.
In altre parole prende l’iniziativa sulla vita, cerca le risorse ed ha fiducia nelle proprie capacità.

Tra i primi due tipi di comportamento ed il “realista positivo” c’è una distanza enorme in termini di possibilità personali, crescita e godimento della vita.

Ma come sviluppare il muscolo del realismo positivo?

Ci sono molti modi, ed un allenamento efficace se fatto con costanza è quello di prestare attenzione al proprio linguaggio.

(Il linguaggio è uno strumento incredibilmente potente che abbiamo per conscerci e migliorare la nostra vita, avrò modo di parlarne in altre occasioni)

Ogni giorno, in ogni momento, cerchiamo gli elementi reattivi nel nostro linguaggio: “Non posso”, “Sono fatto così”, “Lui/lei/loro mi fanno”, “Se soltanto…” e trasformiamoli in elementi linguisticamente pro-attivi: “scelgo” “posso” “preferisco” “voglio” “faccio”.

Il potere della parola è incredibile e sottile, come e più di quello della goccia d’acqua che scava la roccia. Il potere del linguaggio può deviare il letto di un fiume con il suo lavoro paziente e costante.

Il realista positivo osserva attentamente la realtà, e la descrive fedelmente agli altri e a se stesso, usando però le parole più potenti che riesce a trovare e prestando attenzione ai verbi che utilizza riguardo le azioni possibili all’interno di quel quadro.

Rifletti, rispondi e raggiungi i tuoi obiettivi

Qual’è il potere che hai, ora, sulla tua vita? Nella tua sfera sociale? Nel mondo?
Come puoi usarlo per rendere la situazione ancora migliore? Per beneficiare di maggior benessere? Per essere più felice?

Parti da dove ti trovi adesso, nella vita, per osservare le tue possibilità e, anche rispondendo a queste domande, trovare una strade per essere (ed avere) di più.

Perchè avere una strada sotto i piedi, la strada delle possibilità, è una condizione basilare per poter fare il primo passo verso la realizzazione di te stesso e dei tuoi obiettivi.

 

Il Pensiero Positivo contro il Realismo. Chi vince?

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