Qualche tempo fa rileggendo il libro “Fiducia e sfiducia” di Krishnananda e Amana rimango colpito da un breve capitolo in cui viene citato Nietzsche ed un modello di evoluzione della coscienza che mi risuona particolarmente.

Descrive l’evoluzione dell’uomo da essere programmato dalla società, senza un proprio centro e una propria coscienza formata, a persona che ha raggiunto la capacità di essere pienamente se stessa, consapevole di sé, centrata e assertiva.

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Subito mi metto in cerca delle fonti, il “Cosí parlò Zarathustra” e leggo il testo originale, ed ancora di più mi sento ispirato da questo modello, soprattutto perché vi riconosco sia l’evoluzione umana in diversi ambiti, sia quella sociale e quella personale (la mia per prima).

Inoltre Nietzsche lo descrive in modo estremamente poetico.

Ho pensato subito a quanto tu e gli altri lettori del mio blog potessero essere ispirati, come è successo a me, da questo modello di evoluzione. Voglio condividere con te il mio punto di vista, nella speranza che possa ispirarti nella tua ricerca di una vita più consapevole, nello sviluppo di una personalità assertiva.

La tua evoluzione come essere umano, verso una vita più piena e consapevole, passa, secondo Nietzsche, attraverso tre fasi.

La prima fase è quella del Cammello

Il Cammello è un animale possente, resistente, perfetto per trasportare pesanti fardelli senza fatica. Ed è proprio per questo che viene scelto come simbolo per questa fase della vita e dell’evoluzione personale.

In questa fase viviamo contenti di “trasportare” tutte le credenze che ci sono state date dalla società, dalla famiglia, dalla nostra cultura di provenienza.

Questa è la fase del “SI” acritico, in cui abbiamo accettato quello che ci è stato messo sul piatto (o sulla schiena, nel caso del cammello) e non vediamo la possibilità di qualcosa di diverso.

È la fase in cui ci muoviamo spinti dalle nostre credenze, che non hanno niente a che fare con noi stessi, il modo in cui siamo, quello che sentiamo veramente. Sono costruzioni di senso imposte dall’esterno.

Rimanere in questo stadio vuol dire evitare l’evoluzione, l’autoconsapevolezza piena, la crescita e, in ultima analisi, una felicità più profonda, piena e consapevole.

Ad un certo punto, però, possiamo trovarci a mettere in discussione le nostre credenze, entrando in una nuova fase, quella del leone.

La seconda fase è quella del Leone.

Questa è la fase che ogni genitore vorrebbe evitare!
(ed è facile capire perchè!)

Il leone si ribella contro il vecchio, è lo stadio del “NO”.
È il momento in cui esce fuori la forza di combattere contro i vecchi accordi, credenze e tradizioni.

A volte questa forza si presenta come rabbia, o una forte passione. Altre volte come una cocente delusione, che permette di mettere tutto in discussione.

Passare attraverso la fase del leone è importantissimo per spezzare le catene che ci legano, perché è in questa fase che entriamo in contatto con la nostra energia interiore.

Ci vuole coraggio per affrontare la fase del leone, mentre tutto intorno la società vuole tenerti legato alle sue – comode – tradizioni. Allo stesso tempo è inevitabile, nel tuo sviluppo ed in diversi momenti e ambiti della tua vita, che il leone si affacci e faccia sentire il suo primordiale ruggito.

Il rischio è di diventare acriticamente anti-qualcosa, senza incanalare questa energia verso la creazione di qualcosa di nuovo. Eppure, anche se c’è questo rischio, entrare in contatto con questo potere è importantissimo. Il dubbio, la messa in discussione di ciò che ci è stato insegnato, è un passaggio necessario per l’evoluzione ed il cambiamento.

“Creare valori nuovi – di ciò il leone non è ancora capace: ma crearsi la libertà per una nuova creazione – di questo è capace la potenza del leone.
Crearsi la libertà e un no sacro anche verso il dovere: per questo, fratelli, è necessario il leone.”
Nietzsche, Cosí parlò Zarathustra

Quando parlo di questa energia trasformativa alcune persone si spaventano. Il proprio leone interiore fa paura – soprattutto quando si è ancora nella fase Cammello. Ci si immagina persi, rinunciando alle proprie certezze, si ha paura del giudizio degli altri, si teme di doversi confrontare con ciò che si è sempre fuggito.

Ci vuole coraggio per essere Leoni.

Il momento di passaggio tra Cammello e Leone, o la fase Leone, è il momento in cui la maggior parte dei miei clienti mi contatta per la prima volta. Quel momento in cui diventa chiaro il disagio per come si è vissuto fino a quel momento e in cui le discrepanze con il proprio sentire.

Tutto il mio lavoro di counseling è inteso per facilitare l’arrivo alla terza fase, perchè il Leone non è ancora in grado di creare nuovi valori, accecato dal potere del “NO”.

La terza fase dell’evoluzione è quella del fanciullo.

Il fanciullo è un uomo nuovo, che ha imparato a dire SI con assertività, in grado di scatenare la potenza del leone e anche di osservare le proprie radici (il Cammello) con consapevolezza.
Il fanciullo è in grado di tornare in contatto con il proprio vero sentire e di crearsi nuovi valori in accordo con se stesso. Questo è lo stadio finale, la meta che come essere umani dobbiamo raggiungere, e lo scopo del mio lavoro con i clienti.

Cosa succede a questo punto?

Raggiungere una nuova consapevolezza su ambiti della propria vita e sui propri problemi, una consapevolezza più onesta e integrata con il proprio sentire, cambia completamente il modo di vedere la propria vita ed i propri problemi.

In una relazione di coppia, ad esempio, potremmo vedere 3 fasi.

  1. Nella prima vediamo una relazione piena di pretese implicite e di non detti, che spesso portano confusione e frustrazione. Questo perché questa fase è basata sulle credenze legate al cammello, alle idee che sono state installate nei membri della coppia dalla propria cultura di provenienza, ma che non corrispondo al loro sentire più profondo.
  2. Ecco quindi che compare il Leone, che mette in discussione queste credenze. Potrebbe comparire sotto forma di insoddisfazione, o di rabbia, o in mille altri modi.
    Senza questa fase non sarebbe possibile passare ad una relazione più matura e integrata, perché è proprio questa insoddisfazione (o rabbia, o chissà cos’altro) che ci spinge a raccogliere le energie necessarie per il cambiamento.
  3. E dopo aver esplorato e lavorato con queste sensazioni, con questo “mettere in discussione” allora è possibile creare una relazione più completa, consapevole e felice.

E possiamo vedere questo processo anche in altri ambiti.
Un problema sul lavoro, ad esempio, smette di essere così pervasivo, rovinando anche altri ambiti, e perde potere quando lo spogliamo delle nostre aspettative (date dal Cammello) e, dopo una prima fase di rabbia e frustrazione, prendiamo consapevolezza di nuovi modi di affrontare il problema.

E tu? In quale fase ti trovi?

Non ti trovi nella stessa condizione – Cammello, Leone o Fanciullo –  contemporaneamente in ogni aspetto della tua vita.

Potresti essere Cammello a casa e Fanciullo a lavoro. O Leone nei confronti di un partner, mentre ti senti Fanciullo in altre relazioni importanti.

Prendere atto di dove ti trovi in ogni situazione della tua vita, con onestà, è il primo passo per favorire il cambiamento.

Quindi chiedi a te stessa/o:

  • in quale ambito o situazioni della tua vita sei legato alle imposizioni culturali, cullato nella sicurezza, ma senza prospettive di crescita?
  • In quale ambito o situazione ti senti ribelle? In quale sei arrabbiata/o o delusa/o?
  • E in quale ambito ti senti in linea con te stessa/o?

Lascia un commento e fammi sapere cosa ne pensi e come hai risposto a queste domande.

I 3 passi per diventare veramente se stessi (… scomodando Nietzsche)

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