Il Relate Institute ha pubblicato questo interessante articolo dal titolo 7 Lies Society’s Telling You About Your Marriage. Dietro questo titolo accattivante c’è un breve articolo pieno di ottimi spunti di riflessione.

Non ho saputo resistere!
Ho ripreso e adattato le sette false credenze (o miti) proposti nell’articolo originale e le ho ampliate con le mie riflessioni.

bugie e false credenze sulla relazione di coppia
Questa immagine è perfetta per Pinterest, non credi?

 

Ho anche cambiato un po’ lo stile del pezzo originale, troppo orientato al solo matrimonio monogamo eterosessuale. Queste false credenze ce le ritroviamo in ogni tipo di relazione: amicale, romantica ed anche genitoriale, senza distinzione di sesso e numero.

Proprio per questo probabilmente ho fatto un po’ di confusione con certi termini (a volte parlo di coppia, la maggior parte delle volte di partner) e con i generi (difficile, in italiano, utilizzare un solo sostantivo per indicare sia maschi che femmine). Scusa

Ecco le false credenze (bugie che ci raccontiamo, o che ci hanno raccontato) con le quali dobbiamo fare i conti.

Mito #1. Se il mio partner mi ama veramente allora deve capire immediatamente i miei bisogni per rendermi felice.

Ecco una credenza diffusa, ed anche piuttosto subdola, visto che la maggior parte delle volte non ci rendiamo conto di quanto sia pervasiva nella nostra vita. Ci aspettiamo che il nostro partner sappia già che avrebbe dovuto dire o fare quella specifica cosa per renderci felice, e ci aspettiamo che tutto sia perfetto.

Investiamo il partner di un potere quasi magico che non ha, quello di leggerci nel pensiero e di anticipare i nostri bisogni. A dirlo ad alta voce (o a leggerlo) sembra assurdo, ma in quante discussioni si sente la fatidica frase “beh, è ovvio! avresti dovuto saperlo!”
Se lo dici, o lo pensi, fermati un attimo e rifletti. Questa frase è un chiaro indice che sei vittima di questa falsa credenza.

Cosa dovresti fare? Comunica chiaramente i tuoi bisogni, desideri e aspettative.
E, aggiungo, fallo con calma, in un momento in cui entrambi siete ricettivi ai bisogni dell’altro. Fatelo quando cenate insieme, o ritagliandovi un momento di confronto calmo e positivo; farlo nel bel mezzo di una discussione, o quando uno dei due è occupato a fare altro (lavorare, sistemare casa, giocare alla playstation), non è la soluzione migliore.

 

Mito #2. Posso cambiare il mio partner sottolineando i suoi errori e le sue colpe.

La buona comunicazione non è mai puntare il dito, cosa che ha il solo risultato di mettere l’altro sulla difensiva, generando senso di colpa, risentimento o anche rabbia. Accusare non genera mai il cambiamento voluto. MAI.

Questo non vuol dire che si debba subire passivamente un comportamento che infastidisce. Per comunicare efficacemente il proprio disagio bisogna… beh, comunicare il proprio disagio!

Dire “questo comportamento fa sì che io mi senta….” è diverso dal dire “tu sbagli…”. Questo tipo di comunicazione ha un energia completamente diversa, e può influire in maniera molto più positiva (anche se il risultato non è mai garantito).

Mito #3. Il mio partner mi ama o non mi ama, nulla di ciò che posso fare può cambiare questa cosa.

Bella scusa!

Quando il tuo partner è più affettuoso/a nei tuoi confronti, quando ascolta con attenzione ciò che hai da dire, quando ti supporta, quando ti offre la migliore cura che può offrirti, o quando si prende le proprie responsabilità … non provi più amore nei suoi confronti?

E quando ti ignora, quando ti sabota, quando è rabbioso/a o negativo/a, non senti che i tuoi sentimenti nei suoi confronti sono meno intensi? O che altri sentimenti e sensazioni (rabbia, risentimento, tristezza o noia) tendono a sovrapporsi ai sentimenti positivi nei suoi confronti?

Ciò che fai nella relazione e per la relazione è fondamentale per mantenere l’amore e per farla crescere. Hai il potere di agire per rendere la tua relazione migliore (come vedrai nei prossimi punti).

Ma questa falsa credenza è pericolosa perché rischia di generarne un’altra:

Mito #3bis. Non importa cosa farà il mio partner, io continuerò ad amarlo.

È giusto, sacrosanto e bellissimo, continuare a lavorare per migliorare e mantenere la propria relazione. È un lavoro importante, e che si fa in due.

Accettare qualsiasi comportamento da parte del partner, anche i più pesanti, umilianti e pericolosi, inseguendo un ideale di amore romantico che non esiste (neanche nei libri o nei film più melensi) rischia di condannarti ad una vita infelice. Non ne vale la pena, davvero.

Questo non vuol dire che non si debba lavorare, e a volte lottare, per la propria relazione, né che non si possa “perdonare” una piccola mancanza, anzi! (Il punto #4 e #5 sono molto interessanti, al riguardo).

Vuol dire invece che bisogna aver chiari dei limiti (che spesso sono nebulosi, quando non proprio invisibili). Prendersi carico dei propri sentimenti e della propria vita. Smettere di avere paura che le cose possano cambiare, che la tua vita possa prendere una piega diversa. Uscire dalle imposizioni morali e sociali che spesso tengono bloccati in una situazione negativa, e che a volte rendono ciechi di fronte alle possibili vie d’uscita.

Tutto questo può comportare un grande lavoro su se stessi, ma ne vale la pena.
(scarica la meditazione gratuita o contattami, per saperne di più)

Mito #4 Prima di cambiare atteggiamento verso il mio partner devo sentirmi meglio nei suoi confronti.

Il problema è che se non agiamo attivamente per cambiare le cose queste non cambieranno da sole (non in meglio, almeno). Ci viene detto che dobbiamo “fare quello che ci sentiamo”, ma non ci hanno mai spiegato che quello che sentiamo è legato a doppio filo con quello che facciamo e che il nostro comportamento influenza le nostre sensazioni.

Detto da me può sembrare strano, visto che il mio stile di counseling è orientato proprio a dare una grande importanza alle sensazioni e a seguire il messaggio nascosto all’interno di queste. Per questo voglio sottolineare questo punto: non si tratta di ignorare ciò che si prova, ma di agire, nella relazione, per far evolvere questo sentimento in una direzione positiva.

Potresti notare che la sensazione negativa si sgonfia, o scoprire che dietro quell’emozione si nascondeva qualcos’altro e che il tuo partner è invece un ottimo alleato per evolvere e migliorare. O anche continuare a provare al sensazione di cui stiamo parlando, ma poterla affrontare in un ambiente più positivo e amorevole (wow!).

Quindi, anche se sei ancora arrabbiato/a con il tuo partner, porta nella relazione un atteggiamento positivo. Questo crea un campo positivo, orientato all’ascolto e all’amore. La condizione di partenza migliore per uscire da una crisi (grande o piccola che sia).

Mito #5 Le relazioni sono una società al 50%

Al netto, alla fine della tua vita, spero che sia così (ma anche se non lo fosse, avendo tu vissuto una vita felice e piena d’amore, sarebbe un problema così grande?).

La verità è che ogni giorno è un giorno diverso. Oggi tu, il giorno successivo il tuo partner, potreste non riuscire a stare al 100% nella relazione. Potresti essere semplicemente troppo stanco, stressato o distratto. Capita, è la vita.

Alle volte sei tu che dovrai fare uno sforzo in più, altre il tuo partner.
E non solo, magari a te viene più semplice portare il tuo contributo nella coppia in un campo (sei quello/a che porta gentilezza, o stabilità, ad esempio) e il tuo partner in un’altro (supporto, attenzione, serietà?).

Le coppie che “tengono i punti” sono coppie infelici. Butta il tabellone e comincia a vivere, a dare quello che puoi e a godere di quello che porta il tuo partner.

Mito #6 Nella mia relazione troverò tutto ciò di cui ho bisogno nella vita.

Non solo questo non è possibile (con buona pace di ciò che la musica pop vorrebbe farci credere – Alta fedeltà docet), non è neanche auspicabile. Dovremmo pensare a noi stessi come persone singole all’interno di una relazione, e non come la metà di qualcosa.

In quanto persone abbiamo bisogno di sviluppare amicizie diverse, relazioni diverse, con persone che possano contribuire alla nostra crescita e supportarci in modalità diverse. Abbiamo bisogno di interessi che riguardino solo noi e che sviluppiamo indipendentemente dal nostro partner.

Una relazione che funzioni veramente è fatta da due persone complete. Due persone che si sostengono e si danno appoggio a vicenda, certo, ma che non sono dipendenti l’uno dall’altro/a e che non riversano sull’altro/a la responsabilità della propria felicità.

In altri termini, non cercare nel partner la risposta a tutti i tuoi problemi, una persona che soddisfi ogni tuo bisogno e che realizzi i tuoi sogni – anche se sarà la risposta ad alcuni dei tuoi problemi, soddisferà alcuni dei tuoi bisogni e realizzerà alcuni dei tuoi sogni.
Il tuo partner è una persona importante nella tua vita tra altre cose e persone importanti (a cominciare da te stesso/a).

Mito #7 le coppie dovrebbero tenere i loro problemi per sé e risolverseli da soli.

Il che spesso porta a due brutte conseguenze

  1. Si continua a ricadere degli stessi problemi ed errori, troppo poco lucidi per accorgersi di riproporre sempre le stesse dinamiche e ottenere sempre gli stessi risultati, quando va bene, o peggiorare la situazione.
  2. Si rinuncia al supporto e alle risorse che si può trovare al di fuori della coppia. Dal familiare che può offrire sostegno, all’amico che ha una visione esterna e meno coinvolta di ciò che sta succedendo, al counselor che può fornire strumenti nuovi e inediti per superare una crisi o prendere atto di situazioni e sentimenti altrimenti nascosti.

Sia chiaro però (come suggerisce anche il dott. Larson) che correttezza vuole che, prima di portare i problemi di coppia al di fuori della stessa, soprattutto in ambienti non protetti o comuni (come la famiglia) bisogna avere l’esplicito consenso del partner.

Uscire da queste false credenze, smettere di raccontarsi queste bugie (e di essere inconsapevoli vettori di questi miti) può migliorare enormemente le tue relazioni e quelle delle persone a te vicino.

Condividi questo articolo sui tuoi social network e lasciami un commento con i tuoi pensieri riguardo le bugie che ci raccontiamo sulle relazioni. Sarò felice di leggere e rispondere.

 

 

7 falsi miti sulle relazioni (di coppia, ma non solo)

Un pensiero su “7 falsi miti sulle relazioni (di coppia, ma non solo)

  • 12/06/2015 alle 7:59 pm
    Permalink

    Mito #2. Posso cambiare il mio partner sottolineando i suoi errori e le sue colpe.
    Assolutamente d’accordo con l’invito a non puntare il dito, che non si risolve mai in una comunicazione efficace o in una trasformazione consapevole, ma solo, al limite, in uno sforzo di compiacere.
    Ma sottolineerei l’aspetto della scelta del partner: quando scegliamo una persona, e condividiamo con essa la nostra vita, è necessario chiedersi quali aspetti non amiamo di essa, e quanto questi aspetti condizionino la nostra vita.
    Stare con una persona con la speranza che cambi aspetti fondamentali di se’ non è rispettoso verso noi né tantomeno verso l’altro.

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